La fotografia in Cina

In Cina, dopo le proteste e il massacro di piazza Tiananmen (Pechino, 1989), qualunque attività artistica d’avanguardia viene proibita e la fotografia torna al servizio esclusivo del governo. Nonostante gli anni di repressione, i più giovani custodiscono la lezione della generazione precedente per poi riprenderla, da lì a poco, con una rinnovata autocoscienza. Between Past and Future: New Photography and Video from China (2004) è la prima mostra collettiva itinerante a raccontare tale realtà al pubblico occidentale, spostandosi in sei diverse istituzioni museali americane ed europee. 

Curata da Wu Hung e Christopher Phillips, l’esposizione presenta le fotografie realizzate tra il 1994 e il 2003 da artisti cinesi, suddivise in quattro sezioni: History and Memory incentrata sulla memoria collettiva del paese; People and Place si interroga sulle trasformazioni dell’ambiente, da paesaggio rurale a urbano; Performing the Self e Reimagining the Body dedicate all’espressione dell’individualità. In queste due ultime sezioni, gli scatti di Rong Rong mostrano le performance dell’East Village – una comunità di artisti d’avanguardia della periferia di Pechino – e testimoniano la difficoltà di comprendere dove risieda il valore artistico, se nell’azione performativa, nella sua rappresentazione fotografica o in entrambe. In tal senso, la mostra evidenzia lo sviluppo di una nuova tradizione artistica in cui si intersecano diversi mezzi espressivi, quasi come se ci si trovasse «catapultati nel futuro della Cina», afferma Phillips, «senza perdere d’occhio un passato che rapidamente si allontana».