Antico e contemporaneo

Alla fine degli anni ‘80, se da una parte l’avvento dell’era digitale offre nuove possibilità, dall’altra rende superflue le lunghe sessioni di sviluppo in camera oscura. Svariati fotografi di tutto il mondo scelgono così di ritornare a utilizzare tecniche antiche per svincolarsi dalla realtà e creare nuove esperienze visive. 

In tal senso, a partire dal 1994, Adam Fuss lavora a My Ghost, una serie di dagherrotipi e fotogrammi raffiguranti colonne di fumo, farfalle, uccelli in volo e, in particolare, vestitini da battesimo che, nella loro trama quasi trasparente e spettrale, evocano un’assenza dolorosa. Affascinato dalla resa più tattile della fotografia off-camera, Fuss realizza una serie di fotogrammi a colori che ritraggono dei neonati – tra cui i figli di Elton John e David Furnish –, galleggianti su quelle che sembrano essere pozze di luce dorata o blu: ponendo la carta fotosensibile sotto di loro, con una rapida esplosione di luce riesce a immortalarne la gestualità e i cerchi concentrici dell’acqua.

Sempre in camera oscura e senza l’utilizzo di una macchina fotografica, in Lightning Fields, Hiroshi Sugimoto ricrea gli effetti delle scariche elettriche su lastre fotografiche, ripercorrendo i pericolosi esperimenti dei pionieri della storia della fotografia. Egli si serve di un generatore Van de Graaff da 400.000 volt per applicare la carica elettrica direttamente sulla pellicola fotografica: l’elettricità è sia la fonte di luce, sia l’oggetto di cui viene fissato il percorso imprevedibile e frammentato, che ricorda le ramificazioni di un albero.