VigezzinaCentoanni

Un viaggio nel tempo attraverso fotografie storiche e materiali d’archivio che celebrano i momenti più importanti della storia della leggendaria Vigezzina, progetto ambizioso che include 52 km di binari, 83 ponti, 31 gallerie e 1.100 metri di dislivello. 
La storia della ferrovia comincia all’inizio del Novecento, nel 1912, quando nasce a Milano la Società Subalpina di Imprese Ferroviarie (SSIF) con l’intenzione di collegare le valli alpine alle vie di scorrimento europee ma la Prima Guerra Mondiale interrompe i lavori che riprendono nel 1918 per concludersi con l’inaugurazione ufficiale del 25 novembre 1923. La ferrovia viene utilizzata sin da subito da abitanti locali e lavoratori transfrontalieri e nel corso della Seconda Guerra Mondiale, diviene oggetto di controllo dato il collegamento con il neutrale territorio svizzero. 

La pace ritrovata e il boom economico italiano, con lo sviluppo dei commerci e del turismo, vivacizzano l’utilizzo della ferrovia: l’Italia del secondo dopoguerra vede crescere anche il turismo religioso con l’organizzazione di pellegrinaggi ai luoghi mariani tra i quali il santuario della Madonna del Sangue nel comune di Re, sopra a Domodossola; il treno viene così impiegato per il trasporto dei malati che arrivano da tutto il paese. Il 7 agosto 1978 la valle Vigezzo viene ferita da una grande alluvione che coinvolge anche la Ferrovia: le piogge battenti provocano la devastazione che le fotografie solo in parte possono raccontare. Lunghi tratti della ferrovia vengono completamente divelti, le comunicazioni con la Svizzera interrotte. La circolazione ferroviaria viene ripristinata nel 1980 con l’apposizione di una lapide commemorativa nella stazione di Santa Maria Maggiore e i festeggiamenti ufficiali.


Organizzata da CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia in collaborazione con SSIF-Società Subalpina di Imprese Ferroviarie e Associazione Culturale Villarte, a cura di Barbara Bergaglio.